Per ogni sentiero, un percorso di vita

“Ognuno dei ragazzi ha lasciato qualcosa di sé che mi viene in mente ad ogni sentiero di Piano Milo che percorro mentre lavoro o in laboratorio, magari mentre sentiamo il profumo delle erbe in essiccazione. Torno a dirlo perché so che ci saranno ancora altre persone con le quali condivideremo i nostri percorsi di vita e di lavoro.
È qualcosa che va oltre il mero gesto di coltivare e produrre, in questo caso, gesti che sono strumenti, il mezzo con il quale scegliamo di affacciarci alla vita e di nutrirla corpo e anima, sostenendo i valori universali nei quali crediamo e con i quali scegliamo di operare nel rispetto della vita umana: a partire da noi stessi passando da coloro che collaborano con noi, arrivando alla persona che decide di gustare i nostri prodotti.”

Torniamo a farci una chiacchierata con Giorgio Nichele in principio di primavera, che in Sicilia arriva presto a scaldare germogli e ricordi. Questa volta, vi raccontiamo davvero storie di vita, esperienze che creano legami e consapevolezza.
La questione più importante, ci dice Giorgio, è legata al mio rapporto con ragazzi, uomini e donne che arrivano a lavorare con noi a L’Arcolaio, al vivere la mia esperienza lavorativa con loro, a camminare con loro durante i lavori in campagna durante i tirocini formativi che proponiamo e che gli offrono la possibilità di un’inclusione più veloce e più solida, perché il punto è cercare di imparare da parte di tutti, superare i limiti culturali che ci auto imponiamo.

La maggior parte, giovani e giovanissimi con i quali lavoro, raggiungono la maggiore età durante il periodo di tirocinio che rappresenta per tutti anche un passaggio alla conquista di uno stile di vita ottimale nel processo di inserimento nella società; una conquista che sia semplice, ma anche radicale: semplice nel senso in cui ci auguriamo sia meno irta di ostacoli possibile, e radicale nel senso che sia ben salda, che la loro vita possa ricostruirsi su basi solide.

Di questi due anni con L’Arcolaio, dedicati al Progetto Frutti degli Iblei e al laboratorio di Canicattini Bagni,  ricordo in modo chiaro molti momenti vissuti con ragazzi con tanta personalità e caratteri differenti e posso confermare che sono sempre state esperienze che ci hanno arricchito reciprocamente.

Lo scambio e la condivisione non sono avvenuti solo a livello culturale e umano, ma anche tecnico: se in Africa mancano spesso di supporti tecnologici, certo non mancano di conoscenze pratiche e vere e proprie astuzie che ci hanno permesso di affrontare e risolvere tanti piccoli problemi che si sono presentati lavorando a Piano Milo. 

Così, mentre ci occupavamo delle piante, dovevamo occuparci anche di noi stessi e di momenti difficili come quello che ho vissuto attraverso la storia di Abdu. A quel tempo era in attesa di regolarizzare la sua presenza in Italia, si stavano verificando dei rallentamenti burocratici e lui è andato in crisi; io andavo tutti i giorni a prenderlo scuotendolo dalla depressione che lo aveva bloccato e che gli impediva di alzarsi, di svegliarsi con una speranza in più.

Gli dicevo, hai rischiato la vita attraversando il deserto e lungo tutto il tuo viaggio e poi ti fermi di fronte a un no detto da una commissione che non ha ancora valutato in modo definitivo la tua situazione. Queste parole, in qualche modo, lo hanno aiutato a risollevarsi, è uscito dalla condizione di apatia in cui versava e adesso è riuscito ad andare a vivere e lavorare in Francia. Ci sentiamo spesso: mi racconta dei suoi successi sportivi, è un campione nel gioco del calcio, bravissimo, ammiratissimo. Di lui non dimenticherò mai lo sguardo umile e coraggioso con il quale affronta la vita.

Compostiera per il Progetto Frutti degli Iblei
Assemblando una delle compostiere ideate e costruite con legname di recupero per il Progetto Frutti degli Iblei

Di Seidu, invece, ricordo il suo carattere ridanciano: un ragazzo in gamba, sempre sorridente, poteva sembrare che non avesse vissuto il trauma dello spostamento in Italia; sicuramente lavorare con lui è stato come beneficiare di una continua propulsione al fare, a costruire. Eppure, anche lui aveva negli occhi i morti incontrati durante il suo viaggio nel deserto, le carovane immobili per sempre sotto il sole.

La cosa che mi piace, che mi fa sorridere è che non c’è un luogo di Piano Milo e del laboratorio che non mi faccia rivivere le esperienze vissute con i nostri tirocinanti. Quando mi capita di provare sconforto, penso a questi ragazzi, alla loro forza e al loro coraggio e sento di avere la grande opportunità di godere di uno scambio umano, di condivisione e di crescita di cui tutti abbiamo bisogno.

Con L’Arcolaio abbiamo avuto la possibilità di vivere bei momenti nei laboratori che si sono svolti in carcere dove c’è un grande bisogno di coerenza e di testimonianze di vita e lavorative molto forti: se riesci a essere testimone vero di ciò che sei e di ciò in cui credi,  loro ti possono seguire e possono davvero cambiare vita.

Lavorando al Progetto Frutti degli Iblei

Da poco è arrivato un ragazzo in regime di semilibertà che ha la possibilità di lavorare sia in laboratorio che in campagna: lo conosciamo da quando collaborò con noi alla cura della mensa del carcere e all’avvio del biscottificio. Ha fatto parecchie esperienze costruttive e ha grandissime capacità gestionali e direzionali, sta dando una grande mano in laboratorio.

Vite travagliate, piene di ostacoli e sbagli, trasformate da una grande forza di volontà. Con lui e un tirocinante africano (Europa e Africa unite da esperienze e difficoltà condivise) ci recheremo presto in un istituto agrario e con tutto il team per raccontare il contesto nel quale ci muoviamo, gli obbiettivi, la missione, la possibilità di scegliere e costruire qualcosa di nuovo e buono per la società e l’ambiente.

 

Una cooperativa è fatta di persone

Una cooperativa sociale è fatta di persone, così come i progetti che nascono dall’esigenza di portare avanti, insieme, ideali e sostenibilità economica.
Operare in un regime low profit è cosa complessa, ma per molti è anche fonte di entusiasmo e grande motivazione.
Se uniamo queste premesse al pragmatismo e alle competenze, ci troviamo di fronte Giorgio Nichele, che dal duemiladiciassette è responsabile del comparto di Piano Milo, del progetto Frutti degli Iblei.

Il lavoro più importante, racconta Giorgio, è stato tagliare le spese non essenziali e riorganizzare la produzione senza l’onere dei macchinari, ma dopo poco meno di un anno siamo nel pieno della ricerca di piante ad alta rendita e vogliamo che il progetto diventi concretamente sostenibile adesso e per gli anni a venire. Stiamo svolgendo questo lavoro come un team vero, dalla progettualità al pieno campo, dal laboratorio alla commercializzazione, finanche al settore amministrativo.

Mantenendo le coltivazioni di piante autoctone, vogliamo accrescere anche le coltivazioni di piante compatibili con le caratteristiche del territorio, del clima e della missione della cooperativa. Abbiamo pensato alla lavanda e allo zafferano, ma anche al cisto e al lentisco. Il lentisco, per fare un esempio, è una pianta dalle cui bacche si estrae un olio buono sia per uso alimentare che cosmetico.

I filari di aromatiche nel panorama di Piano Milo

Ricerche e progetti che mi appassionano, così come curare manualmente le piante, un lavoro faticoso, ma che mi regala grande soddisfazione perché è indissolubile dalla missione formativa ed educativa che è propria de L’Arcolaio. Senza i migranti tirocinanti, senza i detenuti a fine pena con i quali condividere la giornata lavorativa, le competenze, i saperi, gli obbiettivi e i successi, il mio lavoro non avrebbe quel valore aggiunto che per me, per tutto il team, è fondamentale.

Non posso pensare solo di produrre, né l’obbiettivo può essere solo la commercializzazione; sicuramente il vero motore del Progetto Frutti degli Iblei e de L’Arcolaio è la trasmissione di saperi, il giusto inserimento sociale e lavorativo, concreto e non solo auspicato.

E adesso ti devo salutare perché ho il fiatone e i ragazzi mi stanno aspettando. Ci sentiamo presto!

Il finocchietto selvatico di Piano Milo

Il finocchietto selvatico, foeniculum vulgare secondo la classificazione di Linneo, è un dono spontaneo della natura dei Monti Iblei, utile e commestibile in tutte le sue parti, è una pianta erbacea mediterranea facile da reperire e conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà aromatiche.

Piano Milo è ricco in flora spontanea, fra le calendule, il cisto e i cuscinetti di timo, il finocchietto selvatico svetta alto ai bordi dei camminamenti che salgono verso il campo coltivato e ci accoglie già all’ingresso di fronte al casotto degli attrezzi.

Il finocchietto selvatico è una pianta perenne, alta fino a due metri e dal fusto ramificato, le parti utilizzabili sono le foglie, i fiori, i frutti (conosciuti come semi) e anche i fusti tenerissimi; i fiori si possono raccogliere da agosto fino a settembre inoltrato, si attende ottobre per i semi, e le barbe, cioè le foglie e i germogli, si raccolgono dalla primavera all’autunno inoltrato.

A novembre, sugli Iblei, non è raro scoprire che, alla base della pianta, ormai secca, sotto le ombrelle dei fiori che hanno fruttificato, spuntano ancora germogli freschi e profumati da raccogliere rigorosamente a mano. Il nostro finocchietto selvatico è parte delle miscele di sali, aromatiche e ortaggi che potete assaporare con il Sale di Sicilia all’arancia e gli Ortaggi di Sicilia Essiccati.

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Il rosmarino e la Salvia di Sicilia

Il rosmarino e la salvia di Sicilia coltivate in pieno campo nel nostro terreno di Piano Milo non sono solo biologiche ed eccellenti piante aromatiche che utilizziamo per la nostra produzione, appartengono anche al gruppo delle cosiddette piante officinali.

Rosmarinus e Salvia Officinalis, nella classificazione di Linneo (L. 1753), appartengono alla famiglia delle Lamiaceae che ha il  principale centro di differenziazione nel bacino del Mediterraneo nelle zone litorali e della macchia mediterranea.
Con il termine officinale si intendono piante e prodotti medicamentosi derivati dalle piante, quindi con proprietà terapeutiche.

Il rosmarino e la salvia esplicano le loro proprietà curative, antisettiche, digestive e stimolanti anche quando sono utilizzate nella nostra cucina di tutti i giorni. L’Arcolaio coltiva e trasforma, con metodi biologici, queste due preziose aromatiche essiccandole in laboratorio per poi confezionarle in sacchetti e mescolandole a sali e altre erbe per arricchire le pietanze di gusto e bontà.

Potete reperire i nostri prodotti nel nuovo negozio on line, nel frattempo noi ci stiamo preparando per nuove avventure nelle quali non vediamo l’ora di coinvolgervi presto.

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Rosmarino officinale Frutti degli Iblei coltivato in pieno campo a Piano Milo

I frutti degli Iblei

La ricchezza colturale della Sicilia è una grande opportunità, la grande varietà di piante spontanee presenti sul nostro territorio e la possibilità di coltivarne altrettante con successo, permette all’Arcolaio di raccogliere diversi prodotti della terra e portare avanti la propria missione di cooperativa sociale nel rispetto dell’ambiente e delle necessità di ogni partecipante ai nostri progetti, fino al destinatario finale delle nostre produzioni.

Sul terreno di Piano Milo convivono piante spontanee e coltivate, aromatiche e non, utilizzabili sia per il comparto alimentare che per quello della cosmesi naturale: foglie, semi, fiori, bacche, steli e semi; un mondo di profumi e aromi che vogliamo farvi conoscere e apprezzare un po’ alla volta.

I nostri frutti degli Iblei spontanei sono i seguenti: finocchietto selvatico, timo capitato degli Iblei, salvia triloba, cisto, lentisco, alaterno, malva selvatica, calendula selvatica, aglio orsino, nepetella o mentuccia comune selvatica.
Quattro, al momento, le specie coltivate: rosmarino e salvia officinali, origano meridionale e origano maggiorana.

I frutti degli Iblei - cespuglio di cisto
Un cespuglio spontaneo di cisto a Piano Milo

 

 

Piano Milo - progetto Frutti degli Iblei

Contrada Piano Milo

La storia del progetto Frutti degli Iblei è fitta di incontri belli e importanti, luoghi e persone che nel tempo hanno voluto sostenere la missione della cooperativa L’Arcolaio con grande cuore e consapevolezza.

Uno dei luoghi fondamentali per la nostra crescita è quello nel quale si concretizzano molte delle nostre aspettative: Contrada Piano Milo. Il terreno in agro di Noto, in provincia di Siracusa, non è solo un posto ameno e impegnativo, ma è denso di storia e di naturale bellezza perché sorge accanto gli impluvi della Cava Manghisi, affluente di sinistra del fiume Cassibile.

Flora spontanea - progetto Frutti degli Iblei
Flora spontanea presente in Contrada Piano Milo

La Cava di Manghisi è, quindi, il primo tratto della Riserva Naturale della Cava Grande del Cassibile e l’area di Piano Milo è il risultato di diverse fasi di erosione e deposito del Pleistocene che si palesano nelle calcareniti bianco-giallastre compatte ascrivibili alla cosiddetta Formazione Palazzolo*.

Piano Milo è terreno fertile, a tratti impervio, ricco di acqua e nutrimento ed è qui che le piante utili alla nostra produzione hanno messo radici, sono cresciute e si sono moltiplicate; dalle piante spontanee, tipiche del territorio, fino a quelle coltivate, aromatiche o comunque edibili e dai molteplici usi, alimentare e cosmetico in primis.

 

*Fonte della relazione idrogeologica fornita alla cooperativa

Contrada Piano Milo - progetto Frutti degli Iblei
Contrada Piano Milo vista Google Earth

Progetto Frutti degli Iblei

Nel cuore della Sicilia sud-orientale, i Monti Iblei sono un patrimonio naturale ricco di una biodiversità ancora incontaminata. Alla fine del 2014, la cooperativa L’Arcolaio ha avviato il progetto Frutti degli Iblei che valorizza la diversità naturale e culturale del territorio, recupera terreni incolti e rafforza reti collaborative tra piccoli agricoltori nella convinzione che l’agricoltura, ed in particolare l’agricoltura biologica e sociale, permette di creare validi percorsi di accompagnamento all’autonomia di persone svantaggiate e indica la strada per uno sviluppo economico solidale e sostenibile.
Sui terreni rocciosi e soleggiati degli Iblei crescono delle erbe aromatiche dal profumo intenso e persistente che vengono raccolte manualmente, lavorate, essiccate e confezionate con cura da mani esperte. Timo, salvia, rosmarino, origano, finocchietto sono così pronti per insaporire qualsiasi pietanza. Ma i prodotti del progetto Frutti degli Iblei non si fermano qui: sali aromatizzati, mix di erbe, frutta essiccata, pomodori e peperoni secchi sono degli altri esempi della bontà che la terra e la sapienza dell’uomo sanno darci.
Tutti i prodotti provengono da filiere controllate che salvaguardano gli equilibri dell’ambiente e tutelano i diritti dei lavoratori.
Il progetto ricerca le più ampie collaborazioni di rete e costruisce coerenza etica in tutti gli aspetti dell’attività di impresa.
Il progetto Frutti degli Iblei è nato con il sostegno della Fondazione di Comunità Val di Noto e si avvale della collaborazione commerciale del Consorzio Ctm Altromercato